Come ripartire le spese di disinfestazione in condominio: chi paga?

  • 1 mese ago
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Tra le spese di manutenzione ordinaria condominiale rientra la disinfestazione di aree comuni quali ingresso, scale, ascensori, locali della raccolta differenziata e cortili. In questo caso tutti i condomini sono tenuti a contribuire al pagamento della somma necessaria, in proporzione rispetto alla propria quota millesimale. Sanificare gli spazi condivisi è essenziale per garantire il benessere e la sicurezza di tutti gli inquilini, ma soprattutto per fronteggiare la presenza di roditori, blatte, insetti o altri parassiti. Pertanto, è fondamentale conoscere le modalità corrette per ripartire equamente le relative spese tra i condomini, evitando conflitti e disaccordi. Scopriamo insieme nel caso di disinfestazione in condominio, chi paga, come funziona e quali sono i costi totali da affrontare.

Chi paga le spese di disinfestazione? Un’occhiata al regolamento condominiale

La disinfestazione condominiale rientra nella categoria delle opere di manutenzione ordinaria degli spazi condivisi come locali spazzatura, cortili e aree verdi. Per assicurare un ambiente salubre e sicuro a tutti gli inquilini occorre pianificare degli interventi mirati e periodici che possano difendere l’edificio dall’avvento di animali infestanti.

Fare chiarezza sulle responsabilità finanziarie è essenziale quando si discute in merito alle spese comuni, spesso infatti ci si chiede chi deve pagare e in particolare se i costi della disinfestazione sono a carico del proprietario o dell’inquilino. Le norme del Codice civile e il regolamento condominiale forniscono delle linee guida che è essenziale conoscere per trovare un accordo equo tra i condòmini e mantenere un clima pacifico e sereno.

Per quanto concerne le spese di mantenimento e manutenzione delle aree comuni, tra cui quelle inerenti alla disinfestazione del condominio, la normativa stabilisce che queste debbano essere ripartite tra i diversi proprietari delle unità immobiliari. In particolare, l’art.1123 del Codice civile chiarisce che i costi affrontati devono essere suddivisi tra i condòmini in proporzione rispetto al valore della loro proprietà. Questo metodo si basa generalmente sull’utilizzo delle tabelle millesimali e consente una ripartizione equa delle spese.

L’amministratore condominiale ha l’obbligo di gestire le attività di disinfestazione che, secondo la legge del 25 gennaio 1994, n. 82, devono essere svolte da imprese di pulizie specializzate e certificate. Normalmente l’amministratore ha il compito di ripartire le spese inserendole nel bilancio annuale e avvisando i proprietari di ciascuna unità immobiliare.

Ma come funziona nel caso di immobili in affitto? Uno dei quesiti più diffusi in tema di disinfestazione riguarda chi paga, inquilino o proprietario? In base all’articolo 1575 del Codice civile, il proprietario è tenuto a consegnare all’affittuario l’immobile in buone condizioni di manutenzione. Successivamente, nonostante formalmente sia sempre il detentore dell’immobile ad essere responsabile delle spese comuni, egli potrà richiedere al conduttore il rimborso, in quanto è quest’ultimo a beneficiare dell’uso dell’immobile in affitto e, di norma, è tenuto a pagare le spese relative alla pulizia.

Quanto costa la disinfestazione di un condominio?

Una volta chiarito in che modo ripartire le spese tra i condòmini, è necessario capire qual è il costo di una disinfestazione in appartamento. La somma può variare a seconda degli interventi necessari e soprattutto in funzione delle dimensioni dell’immobile. Generalmente le operazioni di disinfezione più comuni oscillano tra un minimo di 80 euro e un massimo di 450 euro in caso di ambienti particolarmente grandi.

I costi totali possono variare notevolmente anche in relazione allo stato delle aree da trattare, ad esempio se queste sono già infestate occorreranno degli interventi mirati e intensivi. Generalmente il prezzo per la disinfestazione di un appartamento è inferiore rispetto a quello delle aree comuni, poiché viene effettuata su una superficie più limitata.

In caso di disinfestazione del condominio, chi paga sarà chiamato ad affrontare una spesa che può apparentemente sembrare onerosa, tuttavia si tratta di un investimento necessario per valorizzare l’immobile, ma soprattutto per garantire il benessere e la sicurezza di chi lo abita. È sempre consigliabile confrontare le diverse offerte delle aziende specializzate nel settore e scegliere la soluzione più conveniente, senza compromettere la qualità del servizio.

Quali sono gli interventi di disinfestazione necessari in un condominio

Grazie a degli interventi di disinfestazione periodici è possibile mantenere degli ambienti abitativi puliti e sicuri, al riparo da ospiti indesiderati come topi, zecche, mosche e zanzare. Si tratta di un’operazione obbligatoria che rientra tra le spese di manutenzione ordinaria: in effetti la disinfestazione deve essere svolta con una cadenza annuale in seguito all’approvazione dell’assemblea condominiale.

Inoltre, è bene sapere che oltre alla disinfestazione in condominio, ci sono delle precauzioni che è possibile adottare per contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e confortevole, tra queste:

  • pulizia delle aree comuni;
  • manutenzione delle aree verdi, ad esempio eliminando foglie secche o piante in decomposizione;
  • raccolta differenziata dei rifiuti.

Analizziamo una serie di casistiche specifiche per fare chiarezza sugli interventi necessari da effettuare, ma anche sulla responsabilità dei diversi attori coinvolti. Ad esempio, nel caso di disinfestazione di giardini privati in condominio le opere di sanificazione e prevenzione sono ad esclusivo carico dei proprietari, che hanno l’obbligo di mantenere gli spazi curati e sicuri per evitare che diventino fonte di infestazioni per gli altri inquilini.

Inoltre, occorre sapere che la disinfestazione delle zanzare in condominio è obbligatoria una volta l’anno: questo perché con l’arrivo dei mesi più caldi questi insetti diventano particolarmente attivi e rappresentano non solo un fastidio, ma anche un rischio per la salute dei condòmini. Adottare delle misure preventive è necessario soprattutto quando nello stabile sono presenti spazi verdi, impianti idrici e fonti d’acqua.

In alcuni casi si rende necessaria anche un’operazione di deblattizzazione, questo avviene soprattutto quando si verificano delle infestazioni negli spazi comuni. Quando si effettua una disinfestazione delle blatte in condominio chi paga è anche in questo caso chi possiede delle unità immobiliari all’interno dello stabile. Le spese devono essere ripartite tra i diversi inquilini in relazione ai millesimi delle loro proprietà, ciò significa che i proprietari di unità più grandi pagheranno una quota maggiore rispetto a quelli con unità più piccole.



Fonte Idealista.it

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