I Paesi al mondo in cui lavorare costa di più nel 2023

  • 8 mesi ago
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Immobiliare hong kong I Paesi al mondo in cui lavorare costa di più nel 2023


Zurigo si conferma la città più cara d’Europa per i lavoratori dipendenti espatriati, ma scende al terzo posto della classifica mondiale. Singapore guadagna sei posti scalzando Zurigo dal secondo posto occupato l’anno scorso. È ancora una volta Hong Kong la città dove vivere costa di più. Lo dice l’indice Cost of Living  di Mercer 2023, che valuta il costo della vita per i lavoratori alla luce di inflazione, servizi e alloggi nei luoghi in cui le aziende hanno sede.

Città più care dove vivere per i lavoratori

Tra le dieci località più care al mondo per gli espatriati nel 2023 figurano cinque città europee. Le prime quattro sono svizzere: Zurigo (2), Ginevra (4), Basilea (5) e Berna (7), a cui si aggiunge Copenaghen (9). Tra le altre città europee dove il costo della vita è più elevato per gli expat troviamo Londra (17), Vienna (25), Amsterdam (28), Praga (33), che sale di 27 posizioni nella graduatoria mondiale rispetto all’anno scorso, ed Helsinki (34).

Parigi (35) rimane invariata nella classifica, continuando a posizionarsi come la città più cara in Francia. Berlino (37) risulta invece essere la città più cara della Germania, tallonata da Monaco (38). Milano (49) e Roma (59) rimangono nel primo terzo della classifica, con un miglioramento marginale rispettivamente di una e due posizioni. Segue Atene che, pur posizionandosi al 97° posto fa un balzo di 29 posizioni in classifica.

Perché sale il costo della vita

I fattori principali che hanno contraddistinto l’economia mondiale nel 2022 continuano a influire sul costo della vita degli espatriati nel 2023. A oltre un anno dallo scoppio della crisi Russia-Ucraina e dal persistere delle conseguenze della pandemia da Covid-19, molte economie sono ancora in balia degli effetti di questi eventi. Le politiche monetarie aggressive e l’inasprimento delle condizioni finanziarie rischiano di rallentare la crescita dei redditi e aumentare il livello di sofferenza finanziaria dei cittadini. Il livello del debito rimane elevato in molti paesi e la spinta inflazionistica non ha ancora raggiunto il picco in molti mercati. Anche l’oscillazione dei tassi di cambio e l’inflazione incidono in maniera diretta sui livelli di retribuzione e sui risparmi dei dipendenti in mobilità internazionale.

Qui la top 10 delle città più care a livello mondiale nel 2023:

Smart working e costo della vita nel mondo

La ricerca Mercer mostra come i costi non siano l’unico elemento a incidere sull’attrattività di un luogo per il dipendente e per l’azienda. Un altro fattore altrettanto determinante è la qualità complessiva della vita offerta dalle diverse città. Viceversa, i rischi e altri fattori negativi, per esempio le calamità naturali, le turbolenze politiche e/o economiche, un elevato tasso di criminalità, la carenza di infrastrutture e la scarsità di collegamenti internazionali, possono essere deterrenti importanti per le aziende e per i dipendenti.

“In genere, i paesi e le città si sforzano di attrarre le multinazionali, i nomadi digitali e i lavoratori con assignment internazionali, commenta Matteo Tamburini, responsabile Mobility di Mercer Italia. – Oggi le città e i paesi più ricercati sono quelli che coniugano una gestione flessibile dei talenti chiamati a svolgere incarichi internazionali, una qualità elevata della vita e un costo della vita ragionevole,” conclude Tamburini.

La diffusione del lavoro da remoto ha indotto molti dipendenti a riconsiderare il proprio ordine di priorità, ridefinire l’equilibrio tra vita professionale e personale e riflettere sul luogo dove hanno scelto di vivere. Di conseguenza anche molte aziende, soprattutto quelle operanti su mercati del lavoro contratti, hanno dovuto reinventare il modello di gestione di una forza lavoro distribuita su scala mondiale.



Fonte Idealista.it

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