Imbiancare la casa in affitto, a chi tocca farlo?

  • 6 mesi ago
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Immobiliare istockphoto 958154544 Imbiancare la casa in affitto, a chi tocca farlo?


Quando un contratto di affitto termina quasi sempre occorre imbiancare le pareti, che nel frattempo potrebbero essersi sporcate a causa dell’inquinamento o delle tracce di umidità. E allora occorre capire chi debba pitturare l’appartamento in locazione: l’inquilino o il proprietario di casa? Nella maggior parte dei casi la pitturazione dei muri spetta al proprietario se:

  • i danni alle pareti sono frutto del normale uso dell’appartamento da parte del conduttore
  • nel contratto non è presente una clausola che impegni l’inquilino a pagare per la tinteggiatura

Fine del contratto, gli obblighi dell’inquilino

Quando un contratto di affitto scade l’inquilino, secondo quanto disposto dalla legge in materia, è tenuto a restituire l’immobile nelle stesse condizioni in cui era stato consegnato. Quindi in buone condizioni. Per questo eventuali danni, dovuti a  negligenza o incuria dell’affittuario, devono essere riparati a sue spese. Tutti gli altri segni di usura, che derivano dal normale uso dell’appartamento, sono invece a carico del proprietario al quale spetta pagare le spese di manutenzione ordinaria.

Insomma, a meno che non ci sia una specifica clausola nel contratto, la tinteggiatura delle pareti della casa in affitto non spetta sempre all’inquilino. Come dicevamo, bisogna infatti distinguere fra:

  • normale uso dell’appartamento e deterioramento dovuto al passare del tempo
  • danni derivanti da negligenza o incuria dell’inquilino

Nel primo caso, quando le pareti risultano sporche per via dell’umidità o del normale utilizzo, non è l’inquilino a dover pagare per l’imbiancatura. Il deterioramento è, infatti, causato dal normale scorrere del tempo e si tratta, quindi, di manutenzione ordinaria.

Lo stesso discorso vale nel caso in cui l’inquilino abbia forato le pareti per appendere quadri o mensole. La Corte di Cassazione ha stabilito che anche questi casi rientrano nel normale utilizzo dell’appartamento. Quindi il proprietario non può chiedere un risarcimento e non può trattenere la cauzione versata al momento della firma del contratto.

Quanto imbiancare le pareti spetta all’inquilino?

Ma ci sono casi nei quali è l’inquilino a dover pagare per pitturare l’appartamento in affitto? Questo obbligo sussiste se i danni presenti sulle pareti derivano dalla sua negligenza o dall’incuria. Insomma, da un comportamento scorretto del conduttore.

Naturalmente in questo caso il proprietario di casa deve essere in grado di dimostrare che gli eventuali danni siano stati causati dall’incuria. Una soluzione potrebbe essere quella di scattare le foto prima e dopo la fine della locazione, per chiarire in che stato si trovasse la casa al momento della consegna.

Chi lascia la casa in affitto deve, quindi, imbiancare? La risposta è affermativa anche in un altro caso: se il contratto contiene una specifica clausola che obblighi il conduttore a tinteggiare le pareti al termine della locazione. In questo caso l’inquilino è sicuramente già al corrente della questione, avendo sottoscritto l’accordo.

Quando va tinteggiata la casa in affitto

Nella maggior parte dei casi il proprietario di casa provvede alla tinteggiatura all’inizio della locazione. La norma prevede infatti che sia il locatore a occuparsi di imbiancare le pareti. Questa è la regola a meno che il contratto di locazione non contenga, come già detto, una clausola che addebiti all’inquilino il costo del servizio. Clausola che il conduttore deve accettare e sottoscrivere.

Per questo è opportuno distinguere con attenzione tutti i possibili casi. La spesa per la tinteggiatura spetta al proprietario se:

  • i danni alle pareti sono frutto del normale uso dell’appartamento da parte dell’inquilino
  • nel contratto non è presente una clausola che impegni l’inquilino a imbiancare le pareti

Spetta invece all’inquilino se:

  • i danni derivano da incuria o negligenza e il proprietario è in grado di dimostrarlo
  • nel contratto è presente una clausola che impegna l’inquilino a imbiancare le pareti

Il caso del contratto commerciale

Ma cosa accade nel caso del contratto commerciale? A chi spetta la tinteggiatura a fine locazione? Una recente sentenza della Corte di Cassazione, che risale al 2019, si è espressa contro il principio che, in caso di specifica clausola nel contratto, l’inquilino debba provvedere alla pitturazione.

I giudici hanno richiamato la legge 392 del 1978 e hanno ritenuto che l’obbligo a carico dell’inquilino non sussista anche nel caso in cui abbia espressamente sottoscritto il contratto contenente la relativa clausola.

Secondo la Suprema Corte, la clausola sarebbe affetta da  nullità  perché attribuirebbe un indebito vantaggio al locatore, spostando sul conduttore le spese di ordinaria manutenzione. L’unico corrispettivo che il locatore può legittimamente pretendere dal contratto è, infatti, il canone di locazione.

Nel caso invece  di locazione a uso abitativo  la legge la legge 392 del 1978  è stata abrogata dalla legge 431/98, quindi se l’obbligo  di tinteggiatira è previsto dal contratto, questa è dovuta  in quanto il patto è valido.



Fonte Idealista.it

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