Installazione di tettoie: quando si applicano le regole sul rispetto delle distanze?

  • 3 settimane ago
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Immobiliare low angle view couple standing balcony 0 Installazione di tettoie: quando si applicano le regole sul rispetto delle distanze?


La tettoia, per le sue caratteristiche costruttive, potrebbe essere suscettibile di autorizzazione previo rilascio del permesso di costruire e, in quanto tale, rientra nella nozione di nuova costruzione. Ai fini dell’osservanza delle norme sulle distanze legali tra edifici, secondo alcune interpretazioni, anche alle tettoie si possono applicare le disposizioni sulle distanze minime.

La tettoia: quale titolo edilizio occorre?

Al fine di evitare ogni dubbio si richiama la definizione di tettoia proposta dal Regolamento Edilizio Tipo (RET), previsto dall’Intesa raggiunta il 20/10/2016 tra Stato, Regioni e ANCI (G.U. n. 268 del 16/11/16) quale “Elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali”. La tettoia poi può collocarsi tanto isolata (e a distanza da altri edifici) quanto in aderenza ad altro fabbricato (dovendosi poi distinguere da portici e/o loggiati).

Per l’individuazione del titolo edilizio necessario alla corretta installazione dell’opera occorre verificarne in concreto la consistenza e la rilevanza.

La tettoia, per le sue caratteristiche costruttive, potrebbe essere suscettibile di autorizzazione previo rilascio del permesso di costruire atteso che è elemento idoneo ad alterare la sagoma dell’edificio e, in quanto tale, rientrare nella nozione di nuova costruzione, con assoggettamento al preventivo ottenimento del permesso di costruire ex art. 10 d.P.R. n. 380/2001. Inoltre, la realizzazione di una tettoia di non irrilevante consistenza dimensionale e ancorata al suolo costituisce opera idonea ad alterare lo stato dei luoghi e a trasformare il territorio permanentemente ed è tale da richiedere il previo rilascio del permesso di costruire.

Nonostante ciò, si danno ipotesi in cui l’installazione della tettoia non prevede il permesso di costruire: si tratta di casi in cui per conformazione e ridotte dimensioni assume una finalità di mero arredo e di riparo e protezione dell’immobile cui accedono secondo la prospettazione di un nesso pertinenziale. In questo caso, fermo restando che non si tratta di intervento in edilizia libera, saranno le NTA del Piano Regolatore Comunale a sciogliere i dubbi sulla necessità di una CILA o di una SCIA per la legittimità dell’opera.

Abbiamo accennato alla natura pertinenziale della tettoria: affinchè possa essere così qualificata è necessario che si tratti di opere di modesta entità e accessorie rispetto ad un’opera principale, quali ad esempio i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici et similia, ma non anche opere che, dal punto di vista delle dimensioni e della funzione, si connotino per una propria autonomia rispetto all’opera cosiddetta principale e non siano coessenziali alla stessa, tale, cioè, che non ne risulti possibile alcuna diversa utilizzazione economica.  

Alle tettoie si applicano le disposizioni sulle distanze legali?

Chiariamo, in via preliminare, cosa si intende con “distanze legali”. Ai sensi dell’art. 9 D.M. n. 1444/1968 per gli edifici situati all’esterno del centro storico è prevista una distanza minima assoluta pari a 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti.

In altre parole, tra le costruzioni devono prevedersi almeno 10 metri di distanza.

La tettoia, così come descritta in precedenza, può rientrare nel concetto di costruzione applicabile ai fini delle distanze legali? Ai fini dell’osservanza delle norme sulle distanze legali tra edifici, la nozione di costruzione non si identifica con quella di edificio, ma viene estesa a qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità, ed immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica preesistente o contestualmente realizzato, indipendentemente dal livello di posa e di elevazione dell’opera. Secondo tali coordinate ermeneutiche, dunque, anche alle tettoie si possono applicare le disposizioni sulle distanze minime.

Occorre prestare però attenzione: in alcuni casi si esclude l’applicazione delle disposizioni sulle distanze legali: è l’ipotesi in cui la tettoia sia aperta su tutti i lati ed abbia una funzione di protezione dal sole e dal vento, non si ritiene integrante il concetto di “costruzione”, con la conseguente inoperatività dei relativi limiti di distanza minima, rispetto ai quali, peraltro, proprio perché completamente aperta, l’opera non solleva problematiche relative alla tutela della salubrità degli edifici posti alla base della disciplina sulle distanze minime.

Parte della giurisprudenza rimane, però, orientata a riconoscere sempre e comunque la tettoia quale “nuova costruzione” anche se priva di pareti ma ogni volta in cui si realizza una determinata volumetria: pertanto una tettoia è da considerare una costruzione ai fini della distanza dal confine, e dotata di caratteri della stabilità, consistenza e immobilizzazione al suolo, risultando irrilevante la costruzione di pareti ai fini dell’osservanza della distanza.

 



Fonte Idealista.it

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