La Direttiva green della Ue che costringerà a ristrutturare le case

  • 2 settimane fa
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La direttiva green dell’UE per l’efficientamento energetico non è solo più un rumore, ma dovrebbe essere approvata entro il 24 gennaio dalla Commissione energia del Parlamento UE per poi arrivare all’approvazione definitiva entro il 13 marzo. Una normativa che obbligherà a ristrutturare gran parte del patrimonio immobiliare dei Paesi membri, Italia compresa, per portarlo almeno in classe E entro il 2030 e in classe D entro il 2033.

Chi non potrà più vendere o affittare casa?

La direttiva europea sull’efficientamento energetico degli edifici (EPBD) fa parte della politica ambientale “Fit for 55”, un pacchetto di misure che ha come obiettivo quello di ridurre l’emissione di Co22 del 55% entro il 2030 rispetto al 1990.

Secondo la direttiva dell’Unione Europea, quindi, entro il 2030 chiunque ha o acquista un’abitazione in classe G o F sarà costretta a ristrutturarla per portarla almeno nella classe E, mentre tre anni più tardi, la classe di riferimento sarà la classe D. Un compito non da poco per il nostro Paese dove il 60% dello stock immobiliare è attualmente proprio nelle classi G ed F, ovvero le due più basse.

Se nella prima formulazione era previsto il divito di vendere o affittare casa per chi non avesse il bollino green dell’Europa, adesso questo obbligo è stato ammorbidito. Sono previste sanzioni per chi non ristruttura casa portandola nelle classi previste, ma quantificarle è un compito che la Direttiva lascia in mano dei singoli governi. Ciò che è sicuro che una mancata ottemperanza agli obblighi, potrà provocare una perdita del valore dell’immobile con possibile conseguenze anche sui mutui.

E nel testo arrivano anche delle eccezioni alla regola che chiamano in causa proprio l’Italia. Tra questi ad esempio:

  • gli edifici storici, ma solo quelli “ufficialmente protetti”
  • le chiese e tutti gli altri edifici di culto
  • seconde case abitate per meno di quattro mesi all’anno
  • abitazioni indipendenti con una superficie inferiore a 50 m2

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Quali sono gli immobili di classe G?

In Italia secondo i dati dell’Enea, che raccoglie i dati dell’Ape l’attestazione di prestazione energetica, il 35% delle abitazioni appartengono alla classe G, il che equivale a 16 dei 45 milioni di immobili censiti dal Fisco. Una percentuale che potrebbe essere persino sottostimata.

Cosa vuol dire classe energetica G?

La classe energetica di un edificio è importante per valutare l’efficienza energetica di un immobile. L’appartenenza a una determinata classe energetica deve essere certificata con l’attestato di prestazione energetica, divenuto obbligatorio in ogni contratto di vendita o affitto di una casa.

La classe energetica G è la più bassa e indica che la casa è alto consumo energetico e non rispetta i criteri di efficienza energetica. 

Quali sono le classi energetiche di un edificio?

Le classi energetiche di un edificio variano da A4 che è la classe con minore consumo energetico alla G, la più dispendiosa.

Le classi energetiche sono in tutto 10, e sono elencate in ordine decrescente: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F e G.



Fonte Idealista.it

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