La sede del Parlamento Europeo si rinnova: ecco il progetto vincitore

  • 2 mesi fa
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Una “cordata” di cinque studi di architettura e design europei, tra cui Carlo Ratti Associati, ha vinto il progetto per la nuova sede del Parlamento Europeo. Il progetto, vinto da EUROPARC, prevede il rinnovamento dello Spaak Building di Paul-Henri a Bruxelles e sarà tutto dedicato a sostenibilità ed economia circolare. Scopriamolo insieme.

EUROPARC è un gruppo composto dagli studi JDSA / Julien De Smedt Architects (DK/BE), Coldefy (FR), CRA-Carlo Ratti Associati (IT), NL Architects (NL) e Ensamble Studio (SP). Insieme lavoreranno al nuovo edificio che simboleggerà la democrazia europea.

L’attuale edificio SPAAK presenta numerosi difetti. Tuttavia demolirlo e sostituirlo con un nuovo “palazzo” potrebbe essere un approccio sbagliato. Invece, la strategia dovrebbe essere quella di riutilizzare rigorosamente la maggior parte della struttura SPAAK.

Aprendo l’isolato, si migliorerà la continuità dei flussi pedonali nell’area e creerà un collegamento più forte tra Place du Luxembourg e Parc Léopold. La sfera pubblica si espande sia all’interno che all’esterno dell’architettura, creando un’esperienza più accogliente per i cittadini e i visitatori di Bruxelles. L’edificio non dovrebbe essere impenetrabile, ma dovrebbe essere un luogo di apertura. Pertanto, potrebbe essere creato un passaggio pubblico attraverso il Parlamento. In modo naturale e intuitivo il passaggio fornirà un grande ingresso ai visitatori del Parlamento e stabilirà un vero e proprio nodo nella rete pedonale di Bruxelles.

La nuova sala assembleare del Parlamento europeo, denominata Emiciclo, sarà riposizionata ai livelli superiori dell’edificio rinnovato per soddisfare le esigenze di spazio di un’aula modernizzata. Sarà dotata di servizi digitali e integrata con la piattaforma digitale del Parlamento per migliorare la trasparenza e incoraggiare la partecipazione esterna. Un’altra caratteristica fondamentale sono le grandi finestre che stabiliscono un dialogo visivo tra il Parlamento e il giardino pensile, così come tra la città e i cittadini europei in generale. Una di queste grandi finestre può anche diventare uno schermo per trasmettere informazioni in tempo reale durante le assemblee.

Situata all’ultimo piano, la Green Agora è il culmine del percorso dei visitatori pubblici nell’edificio. L’orto botanico trae ispirazione dall’agorà dell’Antica Grecia, che letteralmente significa “luogo di ritrovo” e all’epoca facilitava la circolazione delle idee tra le persone. Non solo visivamente collegata all’Emiciclo attraverso il soffitto aperto di quest’ultimo, l’Agorà Verde fungerà anche da faro della democrazia europea, dove i cittadini e i membri del Parlamento europeo si incontrano e si scambiano opinioni.

Fonte Idealista.it

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