Novità bollette: le penali per recesso anticipato introdotte dall’Arera

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Immobiliare 32 Novità bollette: le penali per recesso anticipato introdotte dall’Arera


In arrivo importanti novità sul tema bollette: le penali per recesso anticipato dai contratti di fornitura di energia elettrica e gas. Più nello specifico, dall’inizio del 2024 (1° gennaio) i fornitori inclusi nelle fatture avranno la facoltà di imporre una penale per il recesso anticipato dalla tariffa concordata nel contratto. Questa disposizione è stata stabilita dalla Delibera Arera datata 6 giugno 2023 e presenta regolamentazioni specifiche per l’energia elettrica e il gas. Vediamo di cosa si tratta.

Bollette e penali per recesso anticipato: di cosa si tratta? 

Il panorama dell’energia elettrica sta vivendo un cambiamento significativo nel 2024 con la fine del mercato tutelato. Sebbene i prezzi nei mercati all’ingrosso siano in ribasso, una nuova sfida si presenta per famiglie e imprese: la possibilità per i fornitori di applicare costi di recesso anticipato dal contratto di fornitura.

Insomma, il nuovo anno porta con sé una novità per chi desidera cambiare fornitore e per le bollette: le penali per recesso anticipato. Stando ad una delibera dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), datata 6 giugno 2023, i fornitori potranno, dall’inizio dell’anno 2024, imporre un costo aggiuntivo al cliente nel caso in cui quest’ultimo decida di cambiare fornitore e recedere l’accordo prima della scadenza del contratto sottoscritto.

Dunque, la facoltà di associare dei costi aggiuntivi al recesso anticipato dovrà essere chiara, approvata e sottoscritta dal cliente, limitandosi a essere proporzionata alla perdita economica subita dal venditore. Nonostante ciò, non si tratta proprio di una buona notizia per piccole imprese e clienti domestici. Pertanto, il confronto tra liberalizzazione del mercato e vincoli imposti dalle nuove disposizioni rappresenta un dilemma che solleva non poche perplessità e ha già sollevato alcune discussioni presso i consumatori.

Delibera Arera: applicazione e obblighi per i fornitori 

La delibera Arera che impatta su contratti di fornitura, bollette e penali per recesso anticipato, stabilisce chiaramente che tali oneri possono essere applicati ai seguenti tipi di contratti:

  • contratti a durata determinata e a prezzo fisso: tipicamente con una durata di 12 o 14 mesi;
  • contratti a tempo indeterminato: che in verità presentano tipicamente un prezzo fisso per un periodo di tempo specifico e per cui le penali possono essere applicate limitatamente a questo arco temporale.

A tal riguardo, i fornitori devono:

  • rendere chiari gli oneri previsti e la loro entità per il recesso anticipato del contratto nella sezione “modalità e oneri per il recesso”, che devono essere approvati e sottoscritti dal cliente;
  • calcolare i costi di recesso in base al tempo rimanente alla scadenza del contratto. Ad esempio, per un contratto della durata di 12 mesi, il costo di recesso sarà diverso se la richiesta viene presentata dopo il primo mese rispetto all’undicesimo (questa è la richiesta dell’Authority);
  • comunicare la modifica per i contratti già attivi, modifica che richiede peraltro il consenso esplicito da parte del cliente che sottoscrive il contratto di fornitura;
  • provare che i recessi anticipati portano ad una perdita economica e l’entità di tale perdita.

Dunque, il valore preciso delle penali non è ancora definito. Tuttavia l’Arera, con la delibera di giugno in materia di bollette e penali per recesso anticipato ha sottolineato la necessità di mantenere una proporzionalità nell’individuazione dei costi aggiuntivi e di evitare eccedenze rispetto alla perdita economica subita dal fornitore. 

In altre parole, la facoltà per i fornitori di prevedere oneri aggiuntivi non si applica a tutte le proposte contrattuali, bensì solo a quelle che includono condizioni economiche a prezzo fisso per un determinato periodo di tempo. Tuttavia, è interessante notare che sono proprio queste le opzioni preferite dai consumatori in quanto consentono di stabilizzare i costi per una specifica durata, offrendo così una maggiore certezza della spesa da sostenere.

Il dissenso dei consumatori

Naturalmente, la novità su bollette e penali per il recesso anticipato dai contratti di fornitura ha scatenato la disapprovazione dei consumatori, con accuse di ingiustizia e richieste di intervento da parte di enti come l’Antitrust.

Alcune associazioni dei consumatori, come l’Unione Nazionale Consumatori e il Codacons, manifestano il loro dissenso definendo queste penali “una vergogna” e annunciando ricorsi legali contro la delibera Arera. Pertanto, si evidenzia un clamore generale contro tali oneri, che vengono considerati ingiustificati nel contesto attuale di volatilità e aumenti delle tariffe energetiche.

Come recedere da un contratto senza penali?

Prima dell’approvazione della delibera Arera su bollette e penali per recesso anticipato, che ha recepito la direttiva elettrica (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio datata 5 giugno 2019, l’incorrere in penali per il cambio di fornitura anticipato era un evento raro.

Dal 2024, invece, i fornitori avranno la facoltà di addebitare al cliente eventuali penali in caso di cessazione del contratto per il passaggio a un nuovo fornitore. Questa nuova possibilità, però, sarà comunicata dal nuovo fornitore, rendendo essenziale la lettura attenta dei nuovi termini contrattuali per coloro che intendono cambiare provider. In breve, le penali saranno applicate solo se, in fase di sottoscrizione del contratto, il cliente ha espressamente dato assenso all’eventualità di dover pagare una somma per il recesso precedente al termine del contratto.

Quanto costa disattivare le utenze?

Il costo associato alla chiusura dell’utenza varia a seconda che ci si trovi nel mercato libero o tutelato. Nel contesto del mercato libero, il costo è determinato dal contratto precedentemente stipulato, mentre nel mercato tutelato si applica un contributo fisso di 23 euro. L’entità di questo onere è definita dall’Arera ed è il medesimo per tutti i fornitori nel mercato tutelato.

Cosa succede quando cambi gestore per l’energia elettrica?

Cambiare gestore per l’energia elettrica non altera la fornitura. Più precisamente, il passaggio ad un nuovo fornitore, la qualità dell’energia elettrica e/o gas rimane invariata e, inoltre, il cambio di gestore non implica alcuna modifica degli impianti domestici, del contatore, dei cavi o dei tubi.



Fonte Idealista.it

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