Residenza fittizia: definizione e rischi

  • 9 mesi ago
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La residenza che un cittadino dichiara all’Anagrafe deve corrispondere alla dimora nella quale passa la sua quotidianità, o comunque dove alloggia per la maggior parte dell’anno. Viene quindi definita residenza fittizia quella fissata in una casa disponibile al cittadino ma nella quale non risiede abitualmente.  Solitamente, si ricorre alla dichiarazione di una residenza fittizia per ottenere benefici di natura fiscale e sociale (come, ad esempio, il reddito di cittadinanza o una riduzione delle imposte sulla casa). Tuttavia, dichiarare all’Anagrafe una falsa residenza costituisce un reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e, in quanto tale, è passibile di sanzione.

In questo articolo approfondiamo le norme vigenti relative alla dichiarazione di una residenza fittizia, come richiederla, quali rischi comporta e come fare a denunciare chi ha commesso questo reato.

Residenza fittizia: è reato?

Come ottenere una residenza fittizia? I requisiti della residenza fittizia, o meglio, il momento in cui una dichiarazione di residenza viene considerata tale, è rappresentato dalla trasmissione di atti pubblici, ad esempio autocertificazioni, nelle quali il cittadino inserisce un indirizzo che non corrisponde alla dimora abituale e, che pertanto, costituisce falso in atto pubblico.

Dichiarare una residenza fittizia allo scopo di beneficiare di sconti fiscali o di benefici assistenziali è, secondo la legge, un vero e proprio reato. Questo per almeno due ordini di motivi:

  • l’irreperibilità del cittadino nel recapito di comunicazioni da parte di una moltitudine di soggetti: per esempio dal postino, dai carabinieri, dall’Agenzia delle Entrate, dall’Agenzia della riscossione, dalle banche, dalle assicurazioni e dalle società di luce, gas e acqua;
  • la dichiarazione del falso ad un funzionario dell’Anagrafe (pubblico ufficiale): dichiarare una residenza fittizia costituisce un reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, come stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione, n. 15651/2014.

Se dichiarare una residenza fittizia è reato, perché sembra essere una pratica così diffusa? Ci sono varie agevolazioni a cui è possibile accedere impropriamente dichiarando una residenza fittizia. Il Reddito di Cittadinanza è una di queste. Più in generale, dichiarare di risiedere in un’altra residenza rispetto a quella del coniuge o del resto della famiglia comporta una separazione dell’ISEE, con derivanti bonus sociali e benefici assistenziali (grazie all’abbassamento del reddito). Inoltre, dichiarando una residenza fittizia è possibile evitare il pagamento di vari oneri contributivi, tra i quali l’IMU, le multe, le cartelle esattoriali, gli avvisi bonari e altro.

Qualora il cittadino dovesse effettuare un reale cambio di residenza è bene seguire le procedure così come sono riportate dalla normativa vigente: notificare l’Anagrafe del proprio trasferimento entro 20 giorni ed essere reperibili al nuovo indirizzo per i controlli effettuati dalla polizia municipale. Se, a seguito di questi controlli, il cittadino risultasse non residente dove ha dichiarato, allora il cambio di residenza verrebbe revocato.

Le sanzioni per chi dichiara una residenza fittizia

Quali sono le conseguenze per una residenza fittizia? Le sanzioni in cui si incorre per la dichiarazione di falsa residenza sono distinguibili in:

  • sanzione pratica: è il tipo di sanzione in cui incorre chi risulta essere irreperibile all’indirizzo individuato come residenza. Ciò comporta che la totalità delle notifiche eseguite al nuovo indirizzo si considerino effettuate con il deposito presso la Casa Comunale;
  • sanzione penale: è la sanzione in cui incorre chi commette falsità ideologica in atto pubblico e comporta, secondo l’articolo n. 483 del Codice penale, una reclusione dai 3 mesi ai due anni.

Inoltre, recentemente, a seguito dell’introduzione del reddito di cittadinanza, questa sanzione è stata revisionata. A seconda della gravità e del tempo entro il quale viene scoperto il reato di falsa residenza, infatti, è adesso prevista una detenzione dai 2 ai 6 anni.

Chi dichiara una residenza fittizia può incorrere anche in una revoca dei benefici fiscali o assistenziali ottenuti precedentemente tramite la falsa dichiarazione. Infine, segnaliamo che esiste anche il rischio di subire conseguenze di tipo processuale.

Come denunciare una residenza fittizia?

Per effettuare una segnalazione di falsa residenza è necessario, in primo luogo, rivolgersi all’Anagrafe del Comune dove è ubicata la residenza dichiarata dal cittadino/dai cittadini da denunciare. Qui si comunicherà l’indirizzo della casa dove è stata stabilita la falsa residenza ed il numero di persone interessate.

Successivamente, sarà l’Anagrafe a contattare la polizia municipale, la quale effettuerà dei controlli per verificare la veridicità della situazione segnalata. Se, a seguito dei controlli, il soggetto denunciato non viene trovato all’indirizzo per tre volte, il Comune disporrà la “mancata presenza al domicilio”.

A questo punto è naturale chiedersi: quanto dura la residenza fittizia? La persona denunciata ha a disposizione un anno di tempo per rettificare la propria posizione. In caso contrario, la sua residenza verrà cancellata dall’Archivio dell’Anagrafe Comunale.

Residenza fittizia VS residenza virtuale

Laddove la dichiarazione di residenza fittizia costituisce un reato, la residenza virtuale è una misura legittima. Possono richiedere una residenza virtuale i soggetti senza fissa dimora, cioè coloro che altrimenti non sarebbero rintracciabili e non potrebbero godere di alcun diritto.

Chi è senza dimora fissa ha, dunque, l’obbligo di chiedere l’iscrizione all’Anagrafe del Comune nel quale hanno fissato il loro domicilio. Quando il Comune riceve questo tipo di richiesta deve provvedere ad attribuire al richiedente la residenza in via fittizia: una residenza che, concretamente, non esiste, ma che possiede comunque valore giuridico.

La residenza virtuale è indispensabile ai senza fissa dimora per poter richiedere documenti importanti come la carta d’identità, la tessera sanitaria o il permesso di soggiorno.

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Cos’è la residenza fittizia?

La residenza fittizia è la dichiarazione all’Anagrafe di una residenza nella quale non si vive abitualmente.

Come avere la residenza se non si ha una casa?

Le persone senza dimora fissa hanno accesso ad una residenza virtuale.

Quanto dura la residenza come ospite?

La residenza come ospite non ha limiti temporali. Ricordiamo però che risiedere in un’abitazione come ospite comporta una serie di conseguenze a livello fiscale (per esempio, ma non esclusivamente, la tassa sui rifiuti o l’ISEE).

È possibile avere una doppia residenza?

La legge italiana non ammette la possibilità di avere due residenze: non esiste il concetto di residenza primaria e secondaria, ma solo di residenza e domicilio.



Fonte Idealista.it

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