Roberto Gigio (Coldwell Banker Italy): “L’Italia è un brand di prestigio, ma è ostacolato dalla burocrazia”

  • 4 mesi ago
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Immobiliare roberto gigio 01 Roberto Gigio (Coldwell Banker Italy): “L’Italia è un brand di prestigio, ma è ostacolato dalla burocrazia”


La tenuta dell’immobiliare di lusso, la forza del brand Italia, le opportunità da cogliere sul fronte delle operazioni di business, le azioni da compiere per attrarre investimenti, le sfide che deve affrontare chi opera oggi nel settore, il ruolo giocato dalle nuove tecnologie e il vantaggio di lavorare in un network internazionale. Di tutto questo idealista/news ne ha parlato con Roberto Gigio, presidente e ceo di Coldwell Banker Italy, inserito nella lista dei 100 manager di Forbes Italia nel 2023. Il professionista ha offerto la sua visione sul momento che sta vivendo il settore, sottolineando il grande interesse che c’è per il nostro Paese e il fatto che, “dopo un periodo di flessione, a causa soprattutto dell’incertezza legata al continuo aumento dei tassi di interesse, nel 2024 il mercato sembra essersi risvegliato”.

Cosa vuol dire vendere e comprare casa nel 2024?

“Nonostante la corsa dell’inflazione, l’aumento generalizzato dei prezzi e la delicata situazione internazionale, oggi il mercato immobiliare – dopo il blocco legato al periodo della pandemia – appare assai vivo e con evidenti segnali di crescita.

Ma soprattutto ad aumentare sono le compravendite di immobili di lusso, con un +9% – considerando il 2023 come anno di riferimento.

L’interrogativo su quello che può accadere nel 2024 nel mercato residenziale classico sta trovando le sue risposte e siamo molto fiduciosi. Io penso che già tra aprile, maggio e giugno la situazione tornerà a normalizzarsi. Ciò che è certo è che il caro vecchio ‘mattone’ resta sempre in vetta alla classifica delle opportunità di investimento, almeno in Italia”.

Cosa richiedono i clienti? Quali sono le principali esigenze?

“Parlando del settore immobiliare di lusso, la posizione geografica è sempre più un fattore decisivo. Molti investitori e partner finanziari con cui collaboriamo cercano attivamente immobili situati in zone di prestigio, in località top, quando disinvestono per reinvestire nell’immobiliare.

In Italia, ad esempio, otteniamo ottimi risultati nelle località turistiche di respiro internazionale come Forte dei Marmi e la Toscana in generale, la Costa Smeralda, la Puglia e le grandi città come Roma, Milano, Firenze e Napoli.

Per quanto riguarda il segmento di lusso, il mercato rimane vivace. La contrazione si è verificata piuttosto nel mercato delle famiglie, che richiede indebitamenti per cifre tra i 200.000 e i 250.000 euro. Ecco, paradossalmente questo mercato ha registrato un rallentamento”.

Che momento sta vivendo l’immobiliare di pregio in Italia?

“Il luxury real estate è un mercato che non conosce crisi e, in questo momento, l’immobile di lusso è visto come un bene rifugio.

Le finalità dell’acquisto sono per lo più correlate all’uso esclusivo, sia come prima casa, sia come seconda casa. Tuttavia sono in aumento le acquisizioni per investimento con un utilizzo alternato dell’immobile: a uso esclusivo della proprietà in alcuni periodi dell’anno e affittato nei rimanenti periodi.

Nel nostro Paese, quando si parla di mercato del lusso, la Toscana è certamente tra le regioni più conosciute e richieste, ma l’interesse degli investitori stranieri si sta espandendo in tutta Italia: dalla Puglia alla Sicilia, passando per l’Umbria, le Marche e le regioni dei laghi del Nord, oltre alle classiche grandi città. Il mercato internazionale, poi, gioca un ruolo molto importante nell’immobiliare di pregio. Coldwell Banker è presente con numerose agenzie negli Stati Uniti, infatti riceviamo diversi referrals dai nostri colleghi d’oltreoceano”.

E che percezione si ha per il futuro?

“La percezione risulta estremamente positiva. Come azienda, stiamo continuando a investire aprendo agenzie dirette, e al contempo, riceviamo numerose richieste da prospect desiderosi di entrare a far parte della nostra rete per accedere alla clientela internazionale che si avvicina sempre di più all’Italia.

L’Italia infatti rimane un marchio di prestigio, suscitando un notevole interesse nel nostro Paese.

Personalmente nutro grande fiducia nel mercato attuale”.

Ci sono ostacoli alla crescita?

“Burocrazia, costo del lavoro e tassazione tra i più alti d’Europa, uniti a una concorrenza spregiudicata, rappresentano un mix erosivo che ogni giorno le aziende italiane devono fronteggiare per continuare a essere competitive. La forza del Made in Italy quindi da sola non basta, in ogni settore produttivo la richiesta è la medesima: lo Stato deve fare di più per permettere alle aziende di essere competitive e prosperare.

Tutto ciò preoccupa e scoraggia gli investitori stranieri che vogliono fare operazioni di business e di sviluppo in Italia, ma sono al contempo spaventati dall’incertezza. Su questo tipo di mercato potremmo fare molto di più.

Meno burocrazia, maggiore certezza, tassazione più semplice, tempistiche più accettabili sono essenziali per dare una spinta al mercato legato al business, per attrarre gli investimenti e per promuovere le operazioni di sviluppo.

Diverso è invece, come detto in precedenza, l’investimento nel mattone da parte di acquirenti stranieri: questo tipo di mercato è sempre molto vivo e dinamico anche grazie alle competenze internazionali sviluppate dagli agenti immobiliari”.

Quali sono oggi le sfide che deve affrontare chi opera nel settore?

“Chi opera attualmente nel settore immobiliare, in qualità di professionista, deve possedere competenze che vanno ben oltre la mera transazione. È essenziale essere in grado di guidare l’investitore con sicurezza e serenità. Il professionista svolge un ruolo di mentore, accompagnando il cliente in ogni fase per superare le sfide con successo. Garantire al cliente un ambiente di fiducia è fondamentale, e in questo contesto, l’affidabilità di un marchio internazionale può fare la differenza. Questa costituisce la sfida principale per coloro che desiderano operare con successo in questo settore a livello internazionale”

Che ruolo hanno le nuove tecnologie nell’immobiliare e in che direzione si sta andando? L’intelligenza artificiale, ad esempio, che spazio potrà occupare?

“Sicuramente le nuove tecnologie saranno sempre più di supporto nel lavoro degli agenti, non se ne potrà fare a meno perché il mondo si evolve e bisogna sempre guardare al futuro. Coldwell Banker poi è nata a San Francisco, nella Silicon Valley, 118 anni fa: la tecnologia e l’innovazione fanno quindi parte del nostro Dna.  

Oggi, soprattutto negli Stati Uniti, si discute ampiamente sull’impiego dell’intelligenza artificiale come supporto alle attività quotidiane. È cruciale sottolineare che essa deve essere considerata come un ausilio, non come un sostituto delle interazioni umane. Non può infatti sostituire il valore delle relazioni umane, fondamentali nel contesto lavorativo.

Sebbene investiamo considerevolmente in tecnologia, il nostro obiettivo primario è migliorare le condizioni dei nostri collaboratori affinché possano svolgere il proprio compito in modo efficiente e rapido.

Le nuove tecnologie sono e rimarranno essenziali, ma non potranno mai prendere il posto dell’essere umano. Sono fermamente convinto che l’essere umano resterà sempre insostituibile. Il nostro settore si basa sulle relazioni, offrendo consulenza e svolgendo un ruolo guida per i nostri clienti. Sebbene l’intelligenza artificiale sia oggi di fondamentale importanza, le persone rimangono al centro del nostro operato”.

Cosa significa lavorare in un network internazionale? Quali sono vantaggi e svantaggi?

“L’azienda pone una significativa enfasi sulla formazione e sulle competenze dei propri agenti, i quali devono incarnare valori morali elevati e una forte motivazione nel soddisfare i bisogni dei clienti. Stiamo lavorando molto nel formare sulla parte dedicata proprio ai valori umani e morali, che sono fondamentali per superare le eventuali riserve che i clienti possono nutrire nei confronti degli agenti immobiliari.

In un’epoca in cui l’accesso alle informazioni è diffuso, la vera distinzione risiede nell’abilità di ascoltare, comprendere e guidare il cliente con passione e dedizione.

All’interno di una rete internazionale consolidata, che celebra quest’anno 118 anni di storia, l’assenza di svantaggi e la presenza di una libertà operativa consentono di seguire il cliente senza confini o restrizioni, offrendo i benefici derivanti dalla collaborazione con colleghi internazionali. Tale collaborazione agevola la fornitura di un servizio eccellente sia ai clienti italiani interessati agli acquisti all’estero, sia ai clienti stranieri desiderosi di investire in Italia. La dimensione internazionale del mercato garantisce un notevole valore aggiunto”.

È stato inserito nella lista dei 100 manager di Forbes Italia nel 2023. Cosa significa questo riconoscimento?

“La comunicazione è arrivata mentre mi trovavo negli Stati Uniti per lavoro e mi ha colto di sorpresa. Per me e per tutto il mio team ricevere tale riconoscimento è motivo di grande orgoglio. Indica che con impegno, passione e dedizione si possono raggiungere risultati straordinari. I sogni diventano realtà con impegno costante. Ho condiviso questo traguardo con l’intero team e la rete Coldwell Banker perché è frutto della collaborazione di eccellenti partner che hanno creduto nel progetto.

Quest’anno celebriamo il quindicesimo anniversario di Coldwell Banker Italy e festeggiamo anche l’apertura della centesima agenzia. È gratificante constatare che il mercato italiano riconosce il nostro impegno, puntando costantemente sulla qualità degli agenti. L’impegno nella qualità del lavoro si rivela sempre remunerativo nel lungo periodo. Attualmente, Coldwell Banker sta conducendo una campagna di reclutamento per nuove aperture nelle principali località turistiche. Questo processo richiede un reclutamento mirato di agenti in grado di incarnare i nostri valori aziendali”.



Fonte Idealista.it

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