Sforzo economico delle famiglie italiane: le città più care e quelle più accessibili per acquistare o affittare casa

  • 7 mesi ago
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Immobiliare fortedeimarmi Sforzo economico delle famiglie italiane: le città più care e quelle più accessibili per acquistare o affittare casa


Forte dei Marmi è la località italiana in cui è maggiore lo sforzo delle famiglie locali per l’acquisto di una casa, raggiungendo il 78,2% del reddito familiare medio del comune. Seguono Menaggio (75,7%) e Courmayeur (67,7%), quindi Bardolino (61,1%) con tassi maggiori del 60 per cento. Nella top 10 stilata da idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in italia, anche Lagueglia (57,5%), Riccione (54,8%) e Alassio (54,4%). Chiudono il ranking Lazise (49,7%), Bordighera (49,4%) e Sirmione (49,2%).

Anche per quanto riguarda l’affitto la percentuale di reddito maggiore si raggiunge in una località in provincia di Lucca, a Marina di Pietrasanta, dove le famiglie dovrebbero impiegare l’80,9% del proprio reddito per il pagamento mensile dell’affitto. Seguono il comune ravennate di Cervia (64,6%) e Gaeta (60,9%), in provincia di Latina. Carovigno, nel brindisino, è in sesta posizione con il 57,8%, seguita da Massa (54,9%) e Sestri Levante (54%), in provincia di Genova. Jesolo e Courmayeur, chiudono questa classifica, rispettivamente con il 52,6% e il 51,9% del reddito familiare.

Comuni dove è meno oneroso acquistare o affittare una casa

Nello stesso contesto, sono individuabili dei comuni in cui lo sforzo economico per l’acquisto di una casa è decisamente più marginale. Spezzano della Sila, in provincia di Cosenza, è il centro, tra quelli rilevati in questo report, che richiede lo sforzo minore con appena il 7,6% del reddito familiare.

A seguire troviamo altri 9 comuni il cui l’onere rimane nettamente sotto il dieci per cento delle capacità reddituali delle famiglie: si va dal 7,7% di Novi Ligure all’8,4% di Soresina e Mondovì, rispettivamente in provincia di Cremona e di Cuneo.

Per quanto riguarda il mercato degli affitti, i comuni che richiedono minor impegno presentano costi notevolmente più elevati rispetto a quelli in vendita. Il comune di Rende, sempre in provincia di Cosenza, è la località in Italia in cui l’onere per l’acquisto è il più basso: rappresenta l’11,4% del reddito familiare. In altri 4 comuni l’onere resta sotto il 15%: Novi Ligure (Piemonte), Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Faenza (Ravenna) e Adria (Rovigo). La classifica dei comuni con l’onere più contenuto per l’acquisto si conclude con Voghera (15,2%), Jesi (15,9%), Milazzo (16,2%), Francavilla a Mare (16,7%) e Castagneto Carducci, comune in provincia di Livorno, con il 16,8%.

Maggiore e minor sforzo per regione

Lo studio offre anche dati dei mercati che richiedono il massimo e il minimo sforzo in ciascuna regione, sia per la vendita che per l’affitto. Le differenze in questo caso sono molto marcate poiché Il mercato più oneroso per quanto riguarda gli acquisti a Forte dei Marmi (Lucca) presenta una percentuale del 78,2%, mentre quello più esoso della regione Umbria (Perugia) si attesta al 17%.

Il divario per gli affitti è simile: l’80,9% a Pietrasanta, in Toscana, rispetto al 14% di Matera o il 24% di Soverato e Vasto, i mercati più economicamente “impegnativi” per le famiglie calabresi e abruzzesi.

Le differenze percentuali tra le località con minor impegno economico all’interno delle singole regioni mostrano variazioni più contenute rispetto ai mercati che richiedono uno sforzo maggiore per le famiglie che intendono acquistare un’abitazione. Ad esempio, Rovereto in Trentino-Alto Adige segna un 23,7% come richiesta più bassa, mentre Spezzano della Sila, in Calabria, segna un minimo dell’7,6%.

Nel contesto del mercato degli affitti, si evidenzia ancora una volta un maggiore impegno economico richiesto alle famiglie: nel ranking regionale le percentuali variano dall’11,7% a Rende, in provincia di Cosenza, fino al 24,1% in provincia di Trento, configurando la regione Trentino-Alto Adige come l’area che ha i costi iniziali più elevati per l’affitto, rappresentando la soglia più alta per l’accesso a una locazione in Italia.

Metodologia

Il tasso di sforzo misura il peso della casa sul potere d’acquisto delle famiglie.

Nel caso dell’affitto: è la percentuale del reddito familiare netto annuo destinato all’affitto di un trilocale nella zona d’interesse identificata. I prezzi degli affitti provengono direttamente dalla fonte di dati idealista, che elabora i valori in tutti i mercati di maggior rilievo. I dati sul reddito familiare utilizzano il reddito famigliare netto annuo così come viene indicato nelle tabelle dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).

Nel caso della compravendita: è la percentuale del reddito familiare netto annuo (ISTAT) destinato all’acquisto di un trilocale nella zona d’interesse identificata, con un mutuo di 30 anni, un tasso di interesse in linea con l’aggiornamento mensile dalla BCE e un contributo iniziale del 20%. Il calcolo viene effettuato utilizzando il prezzo mediano di zona dei trilocali, al quale viene scontato il margine di negoziazione.

Nota: rispetto agli invii precedenti è stata aggiornata la metodologia sul calcolo del mutuo, attualmente nel calcolo del tasso di sforzo viene utilizzato il tipo di ammortamento alla francese.



Fonte Idealista.it

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