Tutto quello che devi sapere della no tax area Irpef

  • 2 mesi ago
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Immobiliare 25 Tutto quello che devi sapere della no tax area Irpef


Per il 2024 in tema fisco si è deciso di apportare dei seri cambiamenti. E così, mentre il “modello 730 precompilato” è stato sostituito dalla “Dichiarazione semplificata precompilata”, anche per la no tax area Irpef vi sono delle novità in vista. Ma cos’è questa misura? Si tratta di una fascia di esenzione fiscale che permette a determinate categorie di non pagare tasse, in quanto l’imposta non è dovuta. Dal 2024 tale soglia, per via di quanto introdotto dalla riforma IRPEF 2024, è pari a 8.500 euro.

Qual è la no tax area Irpef 

La no tax area Irpef non è altro che la soglia di reddito massima entro cui i contribuenti non sono tenuti a versare le imposte. La soglia in questione si ottiene con dei meccanismi di calcolo dell’imposta stessa e delle varie detrazioni. C’è altresì da considerare che, la no tax area può essere variabile in quanto, ad influire sul suo calcolo possono entrare in gioco diversi elementi, tra cui menzioniamo:

  • spese universitarie;
  • persone a carico;
  • stato civile del contribuente.

C’è anche da considerare un’altra peculiarità di questa misura: è prevista una soglia diversa a seconda della categoria dei lavoratori, in particolare vi è distinzione tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi.

Una differenza molto importante sia per quanto concerne le tasse universitarie che per quanto riguarda le imposte sul reddito delle persone fisiche. Una distinzione che potrebbe risultare fondamentale per la no tax area 2024 dei dipendenti così come per la no tax area 2024 degli autonomi. Altrettanto importante ricordare che, le somme che ricadono nella no tax area Irpef sono soggette a tassazione, ma per il meccanismo previsto dalle detrazioni le imposte dovute si annullano.

Come funziona la no tax area Irpef 

Nella manovra 2024 varata dal governo italiano, si è puntato molto anche a semplificare per quanto è possibile la no tax area Irpef. Una riforma che consentirà di trovarci dinanzi ad una soglia unificata di 8.500 euro, grazie all’allineamento delle detrazioni applicabili ai redditi da pensione e da lavoro dipendente. Ebbene sì, si è optato per l’accorpamento delle prime due aliquote IRPEF con l’introduzione di un’aliquota del 23% fino alla soglia di 28.000 euro. Allo stesso tempo, sempre per il prossimo anno, si è optato per un aumento della detrazione di 1.955 europer i redditi da lavoro dipendente fino a 15.000 euro, in modo da allinearsi a quanto già previsto per i pensionati.

Questa scelta di una no tax area unificata per dipendenti e pensionati è la dimostrazione, da parte del governo italiano, di voler fare un passo significativo verso la semplificazione delle normative fiscali, cercando così di promuovere una maggiore uniformità tra le diverse categorie di contribuenti.

Chi sono i soggetti che rientrano nella no tax area Irpef 

Dopo aver spiegato in maniera esaustiva della definizione di no tax area Irpef e dei cambiamenti che il governo italiano ha deciso di apportare nella manovra 2024, è anche giusto comprendere quali siano i soggetti che rientrano in questa misura. Una soglia modificata proprio con l’intento di giungere ad una maggiore uniformità tra le diverse categorie di contribuenti.

Pertanto, i percettori di redditi al di sotto delle soglie fissate, che aderiscono alla no tax area Irpef sono i seguenti:

  • lavoratori dipendenti e pensionati: 8.500 euro;
  • lavoratori autonomi500 euro.

Al momento, la riforma va ad interessare sostanzialmente la categoria dei lavoratori dipendenti e dei pensionati mentre, per quanto concerne quella degli autonomi, il discorso potrebbe essere ripreso più avanti.

Cosa significa la no tax area Irpef per i pensionati 

Come già accennato in precedenza, la no tax area Irpef 2024 è stata modificata con l’ultima manovra attuata dal governo italiano. Una riforma che ha portato ad una soglia di esenzione delle tasse unificata a 8.500 euro. Inoltre, si è proceduto all’accorpamento delle prime due aliquote Irpef con un’unica aliquota del 23% fino alla soglia dei 28.000 euro.

Questa soluzione non porterà a nessun cambiamento per la categoria dei pensionati che, così come negli anni precedenti, manterrà la sua solita soglia come esentasse a prescindere dalla nuova riforma. Anzi, ad aggiungersi adesso vi sono i lavoratori dipendenti che da quest’anno potranno usufruire degli stessi benefici fiscali. Dunque, almeno per la categoria dei pensionati non vi sono stati dei cambiamenti in positivo ma almeno si è preservato quanto già c’era in loro tutela dal punto di vista fiscale.

Redditi da locazione e regime forfettario

Quando ci si imbatte sulla questione della dichiarazione dei redditi, così come su quella relativa alla no tax area Irpef, sorge spontaneo porsi delle domande su alcuni argomenti come, ad esempio le regole vigenti sulla no tax area per i redditi di locazione e la no tax area per i regimi forfettari. Due questioni rilevati al giorno d’oggi, soprattutto perché sono in molti che decidono di affittare le seconde case per trarne un reddito, così come aprirsi una partita IVA per lavorare come autonomo.

In entrambi i casi, la domanda sorge spontanea: si rientra nel contesto della no tax area? In entrambi i casi la risposta è no, ma andiamo con ordine. Per quanto concerne i redditi di locazione, non è possibile essere inseriti in tale soglia in quanto è obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi normale ogni anno.

Per quanto riguarda invece coloro che sono in possesso della partita IVA in regime forfettario, per sapere se si è tenuti a pagare le tasse, è fondamentale tenere una corretta pianificazione fiscale. In questo caso, è consigliabile sempre chiedere un supporto ad un consulente fiscale in modo tale da non incorrere in errori e poter avere la certezza di essere sempre in regola con il fisco. Dunque, si può riassumere che la no tax area non permette ai redditi di locazione e ai regimi forfetari di beneficiare delle sue agevolazioni fiscali.



Fonte Idealista.it

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